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Il Progetto

ERRANT – Inequalities Reproduction in and through Housing è un progetto di ricerca che analizza il rapporto tra condizioni abitative e disuguaglianze sociali. L’abitare rappresenta una dimensione centrale della qualità della vita: condizioni di precarietà, sovraffollamento o insicurezza abitativa rappresentano forme di esclusione dal godimento di un diritto fondamentale e possono avere un ruolo nel rendere più difficoltoso esercitarne pienamente altri, dall’educazione alla salute.

Il progetto parte da una domanda di fondo: quali disuguaglianze conducono a situazioni di cattivo abitare e, a loro volta, quali nuove disuguaglianze si producono a partire da condizioni abitative inadeguate? Lo status socioeconomico delle famiglie e il modo in cui entrano in gioco alcune dimensioni di disuguaglianza (ad esempio genere, razzializzazione, età) possono influenzare la capacità di trovare un alloggio dignitoso. Allo stesso tempo, forme di cattivo abitare possono rafforzare la vulnerabilità e la povertà, riproducendo forme di disuguaglianza ed esclusione. È dunque importante guardare le condizioni abitative non solo sul piano individuale, ma anche come esito del funzionamento dei mercati abitativi, delle politiche pubbliche e delle pratiche dei servizi territoriali.

La ricerca utilizza una metodologia mista, combinando analisi quantitative, come survey e analisi di dati amministrativi, e strumenti qualitativi, come interviste e focus group. Questo consente di comprendere sia le dinamiche strutturali che regolano l’accesso alla casa sia le esperienze concrete di chi vive situazioni di precarietà o esclusione abitativa.

Un elemento distintivo del progetto è il forte carattere collaborativo. ERRANT coinvolge università, organizzazioni del terzo settore, operatori sociali e dei servizi pubblici. Il dialogo tra ricerca e pratica professionale consente di integrare competenze diverse, valorizzare l’esperienza degli operatori e sviluppare interpretazioni e strumenti più aderenti ai bisogni reali.

Il progetto prevede, inoltre, un’intensa attività di disseminazione e confronto pubblico, con seminari, conferenze, webinar e momenti di formazione rivolti sia alla comunità scientifica sia agli attori impegnati nel campo dell’abitare – compresi i decisori pubblici, le associazioni dei proprietari di casa e i sindacati degli inquilini – in un processo di ricerca partecipativa. L’obiettivo è contribuire a una migliore comprensione delle disuguaglianze abitative e favorire lo sviluppo di politiche e pratiche più efficaci e integrate, vicine ai bisogni dei territori e dei soggetti.